Active Learning for Soft Skills Development

È disponibile sul portale Polimi Open Knowledge del Politecnico di Milano (www.pok.polimi.it)  un nuovo MOOC rivolto ai docenti e dedicato al potenziamento delle soft skills attraverso metodologie di classe attiva.

Il corso, in lingua inglese, si intitola “Active Learning for Soft Skills Development” ed è stato lanciato il 22 febbraio.

https://www.youtube.com/watch?v=pQPT2LPrGow&feature=emb_logo

Il MOOC, sviluppato nell’ambito del progetto Erasmus+ eLene4Life, http://elene4life.eu/  racconta le esperienze pratiche di docenti europei che hanno progettato e sperimentato metodologie di classe attiva nella propria didattica, spesso in un contesto completamente online a causa della pandemia. Il corso integra anche un utile strumento di consultazione di metodologie di active learning dal taglio fortemente pratico.

Grande spazio viene dato alle discussioni tra pari per condividere buone pratiche, spunti, riflessioni e dubbi all’interno della community internazionale del MOOC.

Al termine del corso viene rilasciato, per coloro che superano le attività previste, un attestato di partecipazione.

Per ogni altra informazione sul corso pok@polimi.it


MOOC “Introduzione al Debate” tra i primi 30 Best Online Courses 2020 al mondo!!

MOOC “Introduzione al Debate” tra i primi 30 Best Online Courses 2020

Class Central, il principale aggregatore di MOOC,(Massive open online courses) nel mondo, ha classificato ”Introduzione al Debate” ( https://www.moocdebate.it/ ) tra i migliori corsi online del 2020.

Giunto al suo nono anno, il moderno movimento dei MOOC ha visto la partecipazione di 180 milioni di studenti e il rilascio nel 2020 di oltre 2.800 MOOC. Di tutti gli utenti che si sono mai registrati su una piattaforma di corsi online, un terzo lo ha fatto lo scorso anno. Class Central ha ricevuto oltre 70.00 recensioni da 18 milioni di studenti.

In base alla media bayesiana delle migliaia di recensioni ricevute, il MOOC “Introduzione al Debate” è tra gli high light della classifica, i primi 30 più quotati, e l’unico MOOC italiano accanto a nomi prestigiosi come l’Università della California, Harvard, l’Università di Hong Kong, il British Council o l’Università del Maryland, per citarne solo alcuni.

Il riconoscimento ottenuto contribuisce a posizionare la didattica innovativa italiana nel mondo.

Complimenti all’ITE E. Tosi di Busto Arsizio che, grazie al sostegno del MIUR e in collaborazione con il Politecnico di Milano, ha dato vita al primo MOOC di Debate del panorama italiano e complimenti agli autori Rosa Carnevale, Matteo Giangrande, Cristina Tomasini, docenti delle scuole WeDebate e soci della Società Nazionale Debate Italia.

La realizzazione del corso non sarebbe stato possibile senza la visione della Preside Cattaneo e senza la sapiente coordinazione della prof.ssa Giovanna Colombo.

Il riconoscimento, tanto inatteso quanto gradito, è a tutta la comunità italiana di debate e al percorso fatto negli ultimi anni.

Grazie

Consiglio direttivo SNDI


Concorso: progettazioni didattiche per l'insegnamento delle discipline letterarie attraverso il debate

CONCORSO UDA SUL DEBATE

Primo biennio della secondaria di secondo grado

La Società Nazionale Debate Italia propone un concorso per l’elaborazione di Progettazioni di Unità didattiche innovative basate sulla metodologia del Debate e rivolte alle classi di italiano del primo biennio della scuola secondaria di secondo grado.

Le migliori venti Unità didattiche selezionate saranno pubblicate in un volume collettaneo come esempio dei modi in cui la metodologia del debate può entrare nella didattica curriculare e nella programmazione.

Ogni partecipante può presentare fino a un massimo di cinque Unità didattiche.

La data di scadenza per la presentazione delle proposte è il 15 maggio 2021.

L’invio delle proposte avviene in via telematica compilando il modulo al presente collegamento: oltre ad inserire i propri dati identificativi, occorrerà allegare i file in formato .doc o .pdf contenenti l’Unità didattica.

Indicazioni generali sulla nozione di Unità didattica possono essere reperite nel documento Metodi e modelli per progettare e valutare unità di apprendimento.

Si invitano i proponenti a servirsi preferibilmente dello schema guida proposto nell’Allegato A.

La giuria presterà particolare attenzione alla innovatività, alla praticabilità e al grado di dettaglio dell’attività proposta.

Per ulteriori informazioni, ci si può rivolgere a info@sn-di.it .


La Nazionale Under 19 al torneo di Ljutomer!

Sabato e domenica i miei compagni della Nazionale Italiana Under 19 di Debate ed io abbiamo partecipato all’International Debate Tournament Ljutomer, uno dei più prestigiosi tornei di school debate al mondo, che quest’anno si è svolto a distanza anziché in Slovenia a causa dell’emergenza sanitaria.

In questi giorni, impegnativi ma stimolanti, abbiamo sfidato, divisi in due squadre, Italy Red e White, alcune fra le migliori formazioni del mondo, e sono orgoglioso di dire che abbiamo riscosso anche molte vittorie, in particolare tre per la squadra red e due per la squadra white! Purtroppo i nostri piazzamenti non ci hanno consentito di accedere alla fase a eliminazione, ma è stata, sia per noi ragazzi che a livello di squadra, una grande opportunità di crescita e sviluppo!

Il torneo ha rappresentato per noi anche un’importante palestra, soprattutto per i Mondiali di luglio che si stanno avvicinando.

Durante il torneo ci siamo anche divertiti molto, perché il ragionamento e il pensiero sono per noi una vera passione!

Io ho per la seconda volta partecipato ad una competizione, e il brivido che si prova, anche a distanza, è unico; in particolare i momenti degli impromptu sono stati elettrizzanti: un’ora sola per trovare argomentazioni da esporre poi con forza agli avversari in otto densi minuti!

L’esperienza del debate, inoltre, è un’esperienza che allarga la mente e stimola la riflessione, e confrontarsi con squadre così importanti, a prescindere dal risultato finale, è stato sicuramente un modo per ampliare i propri orizzonti.

Le due squadre che hanno dibattuto insieme a me erano così composte: Italy Red era formata da Marta Citriniti, Enrica Greco, Victoria Lazzarini, Emanuele Tartaglini e Andreas Zehe, mentre Italy White era formata da Olmo Ceriotti, Filippo Latino, Sofia Pezzella, Riccardo Riva e me, Tobia Moriconi.

Un ringraziamento speciale da me e dai miei compagni va a tutti i coach, che hanno svolto insieme ai ragazzi un lavoro prezioso: prof. Marco Costigliolo, prof. Massimo Leone, Riccardo Cava, Sara Lawlor e Ludovica Porro. Italia, andiamo avanti così!

Tobia Moriconi


Comunicazione a chiusura del girone preliminare del Campionato

Buongiorno e benvenuti a questo incontro di comunicazione delle squadre qualificate al girone unico.

Vorrei iniziare innanzitutto con un ringraziamento a tutti i debater, i coach, i responsabili di sala, i giudici e i membri dei vari collegi e comitati del campionato che tutti assieme, di concerto, hanno permesso la realizzazione di questo evento e di questa fase eliminatoria.
Senza di voi questo Campionato e questa fase eliminatoria non sarebbero stati possibili e grazie a voi siamo riusciti a creare un evento che ha tenuto assieme squadre da tutta Italia, persone da tutta italia,
che in questo periodo si sono conosciute e in alcuni casi hanno anche iniziato a collaborare assieme.

Un ringraziamento va a persone meno visibili ma comunque presenti e che ci supportano e ci sopportano. E sto parlando delle vostre e nostre famiglie, che ci supportano e sopportano quando bisticciamo col computer perché le cose non vanno come dovrebbero, quando ci sentono tenere i nostri discorsi, quando siamo impegnati in interminabili restituzioni, quando, terminato il dibattito, ripercorrono con noi i contenuti e gli argomenti che sono stati oggetto del confronto.
Anche a queste persone va il nostro profondo ringraziamento.

Siamo arrivati ad un momento di passaggio, un momento nel quale alcune squadre procederanno nel campionato mentre altre si fermeranno qui.
Per chi si ferma la partita non è terminata, anzi è solo iniziata. Si stanno affacciando proprio in queste settimane altri tornei ai quali poter partecipare come, ad esempio, le selezioni per le Olimpiadi e il torneo di Cultura e Impresa, ai quali la SNDI collabora.
A chi si ferma va la nostra stima per l'impegno profuso in questi 4 mesi e la speranza che quanto maturato in questa fase eliminatoria sia la base per altre attività sia nelle vostre comunità che nella comunità più ampia del debate italiano e nella stessa società italiana consapevoli che avrete sempre il supporto della Società Nazionale Debate Italia per qualsiasi attività per la quale vogliate partecipare o organizzare.

A chi continua va invece il nostro in bocca al lupo per i prossimi 3 mesi di girone unico che vede entrare nel campionato le mozioni preparate e l'abbinamento power paired il che significa che vi confronterete sempre con squadre che hanno la vostra analoga preparazione.

Prima però di passare la parola vorrei dare una comunicazione. La SNDI sta perfezionando la stipula di importanti rapporti di partenariato sia con enti istituzionali comunitari sia con un'agenzia di informazione e con alcuni sponsor di portata nazionale che andranno a confermare la qualità dell'iniziativa a cui tutti noi stiamo contribuendo e che promuoveranno la risonanza e l'impatto del dibattito anche nella società civile.

Prof. Manuele De Conti


Debate: Corso di formazione Docenti di Istituti comprensivi.


La sezione “Abruzzo” della Società Nazionale Debate Italia promuove un corso di formazione online rivolto ai docenti degli Istituti comprensivi per l’introduzione della metodologia del Debate.


Il corso sarà tenuto dalla prof.ssa Angela Di Bono, autrice del libro “Il debate nel primo ciclo di istruzione” (Loescher, 2019).


Il corso è riservato ai soci SNDI e si svolgerà online.


Calendario

  • 22 febbraio – 16.00 – 18.00
  • 1° marzo – 16.00 – 18.00
  • 8 marzo – 16.00 – 18.00

Per iscriversi al corso, clicca qui e compila il modulo.


I corsisti saranno guidati alla progettazione, organizzazione e valutazione di attività di debate in classe e all’interno dell’Istituto.


Il debate, come gioco, nel primo ciclo d’istruzione spicca per la sua valenza formativa e per i suoi obiettivi cross-disciplinari. L’attività dibattimentale è radicata nel curricolo (Indicazioni nazionali 2012 e competenze chiave europee), dichiaratamente interdisciplinare ed è un valido strumento di continuità metodologia all’interno del primo ciclo e nel biennio del secondo ciclo.


Il debate è stato riconosciuto come strategia prioritaria della Didattica Digitale Integrata. È modello di esperienza concreta all’interno del curriculo di Educazione civica, esercizio di partecipazione democratica e di cittadinanza digitale. La ricerca documentale consente a raffinare le capacità di ricerca, verifica e valutazione delle informazioni tratte dal web.


Ai corsisti sarà fornita ampia documentazione per ogni fase di realizzazione e implementazione del debate in classe e un aggiornato panorama bibliografico.


Finalità del corso

  • Conoscere la metodologia Debate e la sua declinazione nel primo ciclo d’istruzione
  • Conoscere modelli e strumenti per la ricerca documentale e la digital literacy
  • Conoscere modalità e strumenti del debate nella DDI
  • Conoscere modalità e strumenti della valutazione formativa e della valutazione della competizione da parte dei giudici
  • Riconoscere il debate come compito di realtà per l’Educazione civica


Contenuti

  • Dibattito regolamentato e protocollo WSD. Valenza formativa nel curricolo trasversale e verticale;
  • Argomentare e confutare: il modello AREL.
  • Propedeutica al Debate: progettare, realizzare e valutare il dibattito nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado.
  • Debate e Didattica digitale integrata
  • Debate e Educazione civica


Modalità


L’attività seminariale sarà alternata alla visione di frame di dibattiti. I docenti verranno coinvolti in simulazioni e giochi propedeutici. Saranno presentate buone pratiche relative alla scuola primaria e secondaria di 1° e laboratori di continuità con la scuola superiore.

Iscrizione



Grazie e sguardo al futuro

Il 2020 ci ha costretto a reinventarci. In tutti i campi, e il debate non ha fatto eccezione. È tempo di bilanci, di riflessione su cosa ha funzionato e di progettazione degli sviluppi futuri.

Grazie!

Grazie a te, amico del debate, per l'affetto e il sostegno.

Grazie a te, socio SNDI, per il tuo coinvolgimento, la tua passione, il tuo entusiasmo. Un torneo annuale di 76 squadre non sarebbe possibile senza il prezioso contributo di ognuno.

Un grazie speciale al preside Benedetto Di Rienzo, alla preside Nadia Cattaneo che con visione e perseveranza hanno permesso negli anni al debate di sbocciare e svilupparsi.

Il 2020 del Debate

Vorremmo narrare brevemente - e in maniera inevitabilmente sommaria - i passi principali di quest'anno per dare alla comunità tutta un fermo immagine dell'orientamento complessivo del movimento italiano di dibattito.

Lo Statuto e l'Assemblea

Il 2019 si era concluso con la pubblicazione dei primi due volumi della collana Pearson dedicata al debate. Il mese di gennaio è stato caratterizzato dai viaggi in treno (non sembra vero!) e dagli incontri del precedente Consiglio direttivo. Lo scopo era quello di dotare la Società di uno Statuto e di regolamenti che le permettessero di crescere e ampliarsi anche territorialmente. 

A febbraio, nell'Assemblea dei soci a Roma, è stato eletto il nuovo Consiglio Direttivo, con alla presidenza il prof. Manuele De Conti. Pochi giorni dopo: Lockdown

SNDI in IDEA

A marzo SNDI entra a far parte di IDEA (International Debate Education Association), la più prestigiosa rete globale di società di dibattito che valorizza il debate per dare voce ai giovani.

I primi webinar... si va "online"

Ad aprile SNDI pensa di tenere viva la comunità di dibattito con l'avvio di due cicli di webinar: "Emergenza Debate" e "Indovina chi viene al webinar". 

I corsi... e le Academy online

Nel frattempo, per tutto il restante anno scolastico, vengono lanciati gratuitamente per i soci corsi online di public speaking, sull'uso di internet e la ricerca delle informazioni, sul debate.

Inoltre, soci della SNDI tengono numerosi corsi di debate e public speaking per:

  • scuole;
  • istituti di formazione terziaria;
  • università;
  • associazioni del terzo settore. 

Infine, a giugno, viene sperimentata una prima Academy di debate online in italiano; inoltre, viene favorita la partecipazione dei soci all'Academy di debate organizzata da Za in proti, la nostra amica società di dibattito slovena.

Le Olimpiadi 2020... online

La prima sfida vinta è stata a maggio la collaborazione tecnica per le Olimpiadi di debate online 2020, con lo svolgimento del corso giudici. Assoluti pionieri di un nuovo modo di praticare, e valutare, il debate!

Nazionale di Debate

Altra sfida vinta: la costituzione, il reclutamento, la preparazione della squadra nazionale di debate. Al di là dei risultati, ampiamente soddisfacenti, ottenuti al World Schools Debating Championship in estate, il vero successo è l’aver costruito una "squadra", un gruppo in cui poter fare un'esperienza arricchente. L'autunno ha portato un ricambio, con nuovi debater, nuove sfide e già piccole soddisfazioni raccolte nei primi tornei internazionali disputati, come il torneo olandese. Il 2021 aggiungerà un ulteriore prezioso tassello: l'inizio degli allenamenti della squadra universitaria con la sfida di giocare in un format - il British Parliamentary - tutto da esplorare e su cui alcuni soci si stanno già formando!

L'estate: la progettazione

L'estate è stato il tempo della "progettazione", dell'"esplorazione" e della "strutturazione"

La SNDI ha presentato tre candidature in progetti europei. Di due si attendono ancora gli esiti. Ma il terzo - "Debating as a New Approch to Learning", partenariato strategico nell’ambito di Erasmus+ KA2, è stato approvato con successo. A novembre il kick-off meeting online dei nove partner ha dato avvio ai lavori! Enorme soddisfazione!

L'esplorazione

La SNDI ha poi iniziato ad esplorare nuove intersezioni in rapporto al debate. 

La prima, quella con il mondo aziendale, e che vede la collaborazione con l'Università LIUC per la realizzazione di un MOOC online e un torneo di dibattito su questioni di cultura d'impresa. A questa esperienza, si aggiunge - preziosa - la collaborazione con l'Associazione Italiana Direttori del Personale per scoprire le relazioni tra il Debate e il mondo dell'HR.

La seconda intersezione è tra il debate e la matematica, con la partecipazione al Kangurou della matematica e l'avvio di un piccolo gruppo di lavoro per cercare modi di "discutere la matematica".

La SNDI ha poi iniziato a darsi una strutturazione territoriale: è nata una prima sezione in Abruzzo, un'altra sezione in Lombardiaaltre sezioni sono in fase di costituzione.

Le sezioni sono un modo per stare vicino ai territori, per rafforzare la pratica del debate anche oltre la cornice scolastica, per intercettare meglio le opportunità che i diversi territori offrono di collaborazione con istituzioni locali e altre associazioni del terzo settore.

Chiunque abbia il desiderio di aprire sezioni territoriali troverà ampia collaborazione da parte del Direttivo SNDI.

Il Campionato Italiano Giovanile di Debate

Infine, il «diamante»: l'invenzione, la progettazione, le infinite e interminabili revisioni, e la messa a terra del primo Campionato Italiano Giovanile di Debate.

Evento con numeri straordinari, che è possibile grazie alla partecipazione e all'impegno di ciascuno - debater, coach, giudici, staff, organizzatori. Quasi 700 soci che cooperano per un’iniziativa preziosa!

Un ringraziamento speciale ai giudici, e ai loro formatori, e a tutto il gruppo di lavoro sulla valutazione, che mettono a disposizione il loro tempo e le loro competenze per il bene dei debater e del debate!

Ricchezza relazionale

La verità è che il Campionato Italiano di Debate e, in generale, tutte le attività svolte quest’anno hanno ereditato e si sono basate su un enorme patrimonio: la ricchezza relazionale che la nostra comunità ha sviluppato negli anni, incontrandosi e vivendo insieme nei corsi, nei DebateDay, nei tornei regionali e nazionali, nelle Academy.

Questa consapevolezza non deve mai venir meno e deve spingerci ad investire sulle relazioni personali, e sulla passione, e sul vivere insieme l'esperienza di crescita e sulla costruzione di una comunità nazionale del debate sempre più solida, animata dai valori di civiltà che sono l'orizzonte di questa esperienza.

Ed è per questo che il prossimo futuro ci vede già impegnati nella finalizzazione del Campionato e nell'organizzazione in partnership con l’istituto Enrico Tosi e la ReteWedebate della quarta edizione, quella del 2021, delle Olimpiadi! 

(Ci sono novità che bollono in pentola...?)

Una riflessione conclusiva: la forza della Società coincide con la capacità di mettere a sistema la passione e l'impegno di ogni socio.

Il Direttivo SNDI è aperto al confronto su proposte e spunti di miglioramento, ad iniziative di innovazione delle prassi, a promuovere il coinvolgimento di sempre più "amanti del debate".

Un augurio di buon anno,

Direttivo SNDI


Debate e Azienda: un corso per la «Direzione del personale»

La sezione Lombardia dell'Associazione Italiana per la Direzione del Personale, in collaborazione con la Società Nazionale Debate Italia, offre ai suoi giovani soci un percorso di specializzazione sulle tecniche di dibattito e di public speaking.

Questo corso certificato, articolato in 4 moduli sviluppati in 4 settimane, guiderà alla scoperta degli elementi fondamentali che caratterizzano la comunicazione interpersonale svelandoti le tecniche e le pratiche per attuarle nella tua realtà professionale.

MORE INFO 👇👇👇

https://www.aidp.it/events/il-debate-strumento-e-opportunita-di-crescita-in-contesti-professionali.php

Etica dell'argomentazione: ciclo di conferenze online mensili interdisciplinari

Siamo entusiasti di promuovere e dare diffusione tra i nostri soci un ciclo di conferenze online sull'Etica dell'argomentazione, organizzato da Andrew Aberdein, professore di Filosofia presso il Florida Institute of Technology, e Katharina Stevens, professoressa di Filosofia presso l'University of Lethbridge, che si terrà ogni primo venerdì del mese (eccetto gennaio, che sarà l'8 gennaio). La serie ospita una varietà di illustri relatori di molte discipline, tra cui filosofia, scienze politiche, studi sulla comunicazione e psicologia.

Gli argomenti includono la discussione dei doveri e delle virtù argomentative, come insegnare agli studenti a comportarsi moralmente durante la discussione nei corsi di pensiero critico e di dibattito, le implicazioni del comportamento argomentativo del clima politico, la psicologia dell'impatto dell'argomentazione sulla conoscenza e il comportamento etico nell'argomentazione giuridica.

Ci auguriamo che questa serie di relatori sia un primo passo verso lo sviluppo di un campo di ricerca interdisciplinare nell'etica dell'argomentazione.
Per ulteriori informazioni, visitare:

https://argumentethics2021.wixsite.com/argumentationethics

Sul sito web troverai il programma e le informazioni sui relatori. Potrai anche iscriverti per ricevere notifiche prima di ogni discorso.

Sul sito web verrà pubblicato un link di zoom per le conferenze.

Di seguito il programma dettagliato:

SPEAKER SERIES SCHEDULE

January 8th 2021, 1PM ET

Dr. Jennifer Lackey (Northwestern University)

The Duty to Object

We have the duty to object to things that people say. If you report something that I know is false or unwarranted, or potentially harmful to others, I may be required to say as much. In this paper, my aim is to explore in greater depth how to best understand this duty. I begin by highlighting two central features of this duty that distinguish it from others, such as believing in accordance with the evidence or promise-keeping. In particular, I argue that whether we are obligated to object is directly influenced not only by what other relevant members of the context or community do, but also by the social status of the agent in question. I then show that these features are shared by the duty to be charitable, and the similarities between these two duties point to a potentially deeper explanation: while promise-keeping is regarded as a classic perfect duty, charity is an imperfect one. I then show how the duty to object can be modeled on a particular conception of imperfect duties, one that takes the distribution of goods, including epistemic goods, to be central.

February 5th 2021 1PM ET

Dr. Duncan Pritchard (UC Irvine)

Virtuous Arguing With Closed Minds

It is widely thought that it is built into the very idea of arguing in good faith that one both desires to change the mind of one’s opponent and that one is, at least in principle, willing to change one’s own mind. More specifically, that there is something inherently suspect about arguing with closed minds, either where one’s own mind is regarded as closed, or where one reasonably believes that one’s opponent’s mind is closed. I think that this way of thinking about the ethics of argumentation is problematic. In particular, I will be claiming that there is a perfectly good sense in which an agent who is intellectually virtuous might nonetheless engage in an argument where there is no reasonable expectation on her part that her opponent’s mind will change as a result, much less that her own mind will change. Relatedly, I will be claiming that such a scenario is quite compatible with our hero possessing the intellectual virtue of intellectual humility, and also manifesting due intellectual respect for her opponent (i.e., this is not a case of mere ‘browbeating’). Finally, I will relate this conclusion to a more general point about intellectually virtuous inquiry. Rather than such inquiry being essentially aimed at resolving doubt, as is commonly supposed (such that one cannot virtuously inquire about that about which one has no real doubt), there is instead a respectable sense in which intellectually virtuous inquiry can be aimed at matters about which one already possesses both knowledge and understanding.

March 5th 2021 1PM ET

Dr. John Duffy (University of Notre Dame)

Teaching Argument as a Virtuous Practice

Argument is frequently represented as an act of opposition, an exercise of power, and a struggle for domination.  Argumentation scholar David Zarefsky has written that argument can involve “an attempt to limit freedom of choice” by means of “applying superior to inferior force” in competitions with interlocutors (Zarefsky 2005, 17). Such attitudes are particularly prevalent, contends linguist Deborah Tannen, in an academic culture that prizes intellectual combat and the ability to “position our work in opposition to someone else’s, which we prove wrong' (2000, 256). Teaching the adversarial model of argument, Tannen asserts, can have a baleful effect upon students, who learn “that they must disprove others’ arguments in order to be original, make a contribution, and demonstrate their intellectual ability” (ibid). In this paper, I propose an alternative understanding of teaching argument, one grounded in intellectual and moral virtues. I suggest that the teaching of argument always and inevitably entangles teachers and students in deliberations and decision-making about such virtues as truthfulness, accountability, open-mindedness, intellectual courage, and prudence. In response to conceptions of argument as domination, I offer an understanding of argument as an act of radical humility, one that commits its participants to practices of constructive, mutually beneficial discourse.

April 2nd 2021 1PM ET

Dr. Michael Morrell (University of Connecticut)

In Defense of Empathy

On January 25, 2020 in the New York Times, Nicholas Kristof asked readers to engage in a thought experiment: “What if it were President Barack Obama who was the subject of the Senate impeachment trial? How would we feel then?” He was, in essence, asking people to engage in the process of empathy. Political theorists such as Sharon Krause, Michael L. Frazier and myself have argued that empathy (or the nearly-synonymous “sympathy” as used by Adam Smith and David Hume) must be a central component of democratic politics. Yet in the age of Trump, it might seem naïve to talk of the need for empathy. Furthermore, scholars such as Mary F. Scudder, in her piece “Beyond Empathy: Strategies and Ideals of Democratic Deliberation,” and Paul Bloom, in his book Against Empathy: The Case for Rational Compassion, not only question the importance of empathy for politics and ethics, but highlight what they see as its dangers. Here, I defend empathy against both its critics and its seeming inappropriateness for contemporary politics. Drawing on previous political theory and advances in social psychology, I argue that critics of empathy: a) do not fully recognize the multi-dimensional nature of empathy, and thereby, both conflate the whole of empathy with only a part of it and end up actually defending empathy as important even when claiming to do the opposite; b) fail to understand that empathy will always be present in political and ethical decision-making, and that therefore the choice we face is not between having empathy or not having empathy, but between having a limited, opaque empathy and a more expansive, transparent empathy; and c) elide the role that empathy can play in leading citizens to respect difference. While we must guard against the possible shortcomings of the process of empathy, the best solution to these is encouraging more citizens to engage in this process rather than rejecting empathy. In a democratic society in which the enforcement of political decisions is backed by a monopoly of violence, we must aim to give everyone equal consideration, regardless of their race, gender, class, ideology, religion, sexual orientation, or ethnicity, among others. The most likely way to accomplish this requires that decision makers engage in the process of empathy; it is the very absence of this that is one of the key drives of the democratic dysfunctions we see in our contemporary political world.

May 7th 2021 1PM ET

Dr. Scott Aikin (Vanderbilt University)  and Dr. John Casey (Northeastern Illinois University)

Title and Abstract TBA

June 4th 2021 1PM ET

Dr. Catherine Hundleby (University of Windsor)

Argument Repair: Teaching Interpretation

The “principle of charity” commonly promoted in critical thinking textbooks provides too vague a guide for argument interpretation, especially for teaching contexts, and it has questionable ethical connotations. Instead, students can benefit from learning the practice of Argument Repair developed by Richard Epstein (2013), which he bases on a Principle of Rational Discussion that specifies how interpreters should regard arguers. Teaching Argument Repair can also mitigate the prevalence that Janice Moulton (1983) identifies of an Adversary Method in the discipline of philosophy. The default assumption of the Adversary Method perpetuates the discursive dominance of certain forms of masculinity and of certain men in a way that perpetuates their social privilege. In appealing to the Principle of Rational Discussion, Argument Repair invokes a context in which students can recognize the method’s epistemological value without granting it the problematically singular authority that it tends to receive.

July 2nd 2021 1PM ET

Dr. Whitney Phillips (Syracuse University)

Information Hellscape: Where Do We Go From Here?

Throughout Donald Trump’s presidency, scandal, dysfunction and crisis abounded in the US, with widespread global consequences. As difficult as those years were, 2020 was a class all on its own. From the pandemic to the infordemic to the US election and its reverberating disinformation, American networks, institutions, and civil society were tested again and again. This talk will reflect on what US citizens in particular, and global citizens more broadly, can learn—indeed what we must learn—from 2020, and how we can apply those lessons to the coming challenges. After all, 2020 will be with us long after the clock strikes midnight on December 31; the question is, what policy, educational, and ethical steps can we take to help clean up the mess now and prevent bigger messes later?

August 6th 2021 1PM ET

Dr. Ingrid Haas ( University of Nebraska - Lincoln)

Title and Abstract TBA

September 3rd 2021 1PM ET

Dr. Steven Sloman (Brown University)

Sources of Opinion: The Community of Knowledge and How to Take Advantage of Outsourcing

 People have some crazy opinions. Generally, these are the opinions that we disagree with. The standard view in both academia and the wider culture is that people have such opinions due to knowledge deficits; they are lacking information. On this view, providing information and critical reasoning skills is the best way to get opinions to converge, because they’ll converge to the truth. There is already strong reason to doubt this deficit model. I provide more in the form of evidence that knowledge is unrelated to attitudes about issues. In contrast, a person’s ideology influences both their attitudes and their sense of understanding. A competitor to the deficit model, the cultural cognition view, explains the effect of ideology on attitudes, but does not address the sense of understanding. I follow the cultural cognition view in proposing that people outsource much of their reasoning to their communities; I add that it is the resulting sense of understanding that mediates their attitudes. This community of knowledge suggests that people outsource most of their reasoning. I show how this fact can be deployed to bring evidence to bear on policy.

October 1st 2021 1PM ET

Dr. Katharina Stevens (University of Lethbridge)

Dialogue Types, Argument-Roles and Arguing Ethically

 This paper discusses the way in which moral reasons apply to arguers and their behavior in argument. It tackles the problem that different argument structures (e.g. deliberations, debates) seem to change the way moral reasons apply to arguers - as for example the moral reasons that require arguers to be charitable in the interpretation of

their interlocutors' arguments. The paper suggests that ethics in argument should be treated as a kind of role-ethics: Depending on the kind of argument that arguers are engaged in, they play different argumentative roles (e.g. deliberator in a deliberation, proponent in a debate). These roles come with different norms regarding argumentative behavior. Arguers can fulfill their moral obligations during the argument by following the requirements of their roles. However, this does not absolve arguers from moral responsibility for their argumentative behavior. Unless argumentative roles are institutionally prescribed, arguers are responsible for shaping the structure of the argument they are engaged in according to the morally relevant reasons that apply in the context in which the argument arises.

November 5th 2021 1PM ET

Dr. Amalia Amaya (UNAM/Edinburgh Law School)

Virtue and Ambivalence in Legal Decision-Making

Ambivalence -when an agent is torn between two desirable but incompatible courses of action- is a state of incoherence that impedes confident decision-making. However, ambivalence, if properly managed, may be beneficial by helping those who experience it to appreciate the complexity of the values involved and triggers inquiry and deliberation into those values, thereby prompting a deepening and refinement of one's moral outlook. This paper examines ambivalence and its potential for improving legal argumentation from the perspective of virtue theory. First, I will give an account of ambivalence, its psychology, and sources. Special attention will be paid to 'collaborative' ambivalence, which emerges in contexts of group deliberation. Next, I will argue that virtuous deliberators will deal with ambivalence in a way that results in better legal decisions. I will conclude the paper by discussing an objection against the claim that ambivalence plays an important role in virtuous legal decision-making.

December 3rd 2021 1PM ET

Dr. Andrew Aberdein (Florida Institute of Technology)

Is there a Cardinal Virtue of Argument?
Although the application of virtue theory to the ethics of argument is a relatively recent project, it has been around long enough for a variety of approaches to be defended. In this paper, I focus on one of the sources of contention. Many virtue theories of argument maintain that there are many different virtues, apparently or explicitly of equal importance. However, for some virtue theorists a single virtue is fundamental to good argument, whether that cardinal virtue is intellectual humility (Lois Agnew; Kyle Scott); the willingness to be rationally persuaded (Michael Baumtrog); the willingness to inquire (Benjamin Hamby); or something else.
Such a cardinal virtue of argument would not only enhance the conceptual simplicity of a virtue theory of argument, but also its educational utility. I will assess the plausibility of this approach and the competing merits of the candidate cardinal virtues.


Debate e curriculo

di Angela Di Bono

Perché il dibattito strutturato (debate) dovrebbe essere inserito nel curricolo di scuola (nazionale)?

Negli ultimi 20 anni le scuole italiane hanno attuato l’autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo prevista dalla legge 275/99? Sicuramente sì, anche se con risultati non sempre omogenei, ma le migliori sperimentazioni sono state adeguatamente implementate nel sistema? 

Il debate ha una storia recente che vede protagonisti la rete Wedebate e le reti regionali di scuole, le Avanguardie educative (Indire) e la Società nazionale Debate Italia: il successo e il livello delle due edizioni delle Olimpiadi nazionali e il 1° Campionato giovanile in corso, la creazione di una squadra nazionale di debate stanno a dimostrare l’entusiasmo di dirigenti, docenti e ragazzi, ma anche il livello formativo e competitivo raggiunto. 

Peraltro, anche negli ultimi documenti nazionali e internazionali, il dibattito strutturato risulta centrale per la formazione del cittadino globale. Ecco alcuni esempi:

  1. Negli Orientamenti per l’apprendimento della filosofia nella società della conoscenza (2017) si raccomanda, tra l’altro,  lo sviluppo del critical thinking fin dalla scuola primaria attraverso le tecniche argomentative e il debate.
  2. Nel Framework sulla Competenza Globale OCSE PISA (2018), il dibattito strutturato e la flipped classroom (il dibattito è una modalità di classe capovolta) sono ritenute le metodologie migliori per sviluppare una cittadinanza attiva e responsabile
  3. Nelle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica (2020) i tre fondamenti, Costituzione e legalità, Sviluppo sostenibile e Cittadinanza digitale trovano, attraverso il debate la naturale modalità di apprendimento e di valutazione (‘compito di realtà’)
  4. Le linee guida per la Didattica Digitale Integrata (2020), ribadiscono la centralità del debate: va ricordato che il lavoro di ricerca sul dibattito on line, avviata anche nel primo ciclo, ha reso possibili le Olimpiadi nazionali del 2020

Quindi il debate viene riconosciuto non solo come metodologia, ma come attività estremamente formativa e motivante. 

Sono due le principali motivazioni per cui il dibattito dovrebbe essere inserito nel curricolo scolastico in Italia 

  1. la dimensione ancora ‘ancillare’ dell’oracy nella scuola italiana, con tutte le conseguenze che questo comporta per l’esercizio delle abilità linguistiche.
  2. lo sviluppo delle soft skills  o non cognitive skills che, come afferma Luisa Ribolzi rappresentano ancora una ‘materia oscura’ nella pratica didattica e valutativa.

A proposito dell’apprendimento intenzionale dell’oralità il percorso in Italia è stato avviato in modo decisivo solo nel 1975 con le Dieci tesi per una linguistica democratica (GISCEL): laddove Tullio De Mauro sostiene la necessità di sviluppare, “nelle capacità ricettive e produttive, sia l’aspetto orale che quello scritto”. La pedagogia linguistica democratica è diventata fondamento dei Programmi del ‘79 (allora scuola media) che dell’85 (scuola elementare) e quindi delle Indicazioni nazionali (2008- 2010 -2012) del 1° e 2° ciclo, ma quanto ha veramente inciso, tale paradigma pedagogico, nell’agire didattico? Ancora oggi l’oralità nella scuola è spesso circoscritta all’interno delle competenze linguistiche e dei colloqui orali per la valutazione delle conoscenze, eppure la scuola rappresenta uno dei rari luoghi in cui i ragazzi possono esercitare la parola (e quindi la relazione) in modo non conflittuale e democratico, pratica ancora più importante nell’attuale situazione di distanziamento ‘fisico’. Lo sviluppo e l'esercizio delle capacità linguistiche non vanno mai proposti e perseguiti come fini a se stessi, ma come strumenti di più ricca partecipazione alla vita sociale e intellettuale: lo specifico addestramento delle capacità verbali va sempre motivato entro le attività di studio, ricerca, discussione, partecipazione, produzione individuale e di gruppo (VIII, 2): infatti nella competenza argomentativa sono coinvolte tutte le abilità linguistiche: lettura selettiva e di ricerca, produzione di sintesi, argomentazioni e controargomentazioni, ascolto attivo e public speaking nella modalità più efficace per l’apprendimento linguistico, quella collaborativa e attiva. 

Un’altra questione: a proposito di literacy, anche gli ultimi risultati dell’indagine OCSE PISA (2018) hanno visto i quindicenni italiani confermare e, in alcune realtà retrocedere, rispetto alle precedenti rilevazioni, inoltre (dato ancor più preoccupante) solo 1 alunno su 20 sa distinguere i fatti dalle opinioni in un testo relativo ad un argomento non familiare (media OCSE 1 su 20). Questo gap non è solo ascrivibile/attribuibile all’uso, spesso eccessivo,  dei social media e alla proliferazione delle fake news, ma anche alla mancanza di una didattica trasversale per lo sviluppo della competenza alfabetica funzionale; nelle scuole in cui il dibattito strutturato viene utilizzato da diverse o tutte le discipline, i ragazzi migliora visibilmente l’information literacy skills.  

Inoltre da più di 20 anni (almeno dal documento OMS sulle life skills, 1994) il nuovo modello di orientamento formativo (cfr. Linee guida per l’orientamento permanente, MIUR) e il mondo del lavoro richiedono ai ragazzi non solo competenze tecniche e professionali, ma anche consolidate competenze emotive, relazionali e cognitive. La consapevolezza di sé, la gestione dello stress, la capacità di prendere decisioni e di risolvere problemi, il pensiero critico, la comunicazione efficace, il team work possono e devono essere sviluppate fin dal primo ciclo d’istruzione in vista non solo di un mercato del lavoro sempre più flessibile e complesso, ma della crescita personale e sociale. Il dibattito è uno strumento formidabile per agire e valutare anche queste fondamentali competenze.

Da questa rapida rassegna di alcuni nodi problematici della nostra scuola, ritengo siano emerse diverse e, spero valide, ragioni per l’inserimento del debate nel curricolo scolastico (come nei paesi anglosassoni e non solo) perché il confronto leale, l’ascolto dell’altro e la capacità di argomentare (e anche di dubitare) rappresentano i presupposti della partecipazione democratica e della conoscenza.

Angela Di Bono